Gargano

  • GARGANO (nel raggio di 180 km)

Un tratto di costa plasmato dal monte Gargano che domina l’Adriatico e rende unico al mondo questo angolo della Puglia. Conosciuto anche come lo sperone d’Italia, il Gargano regala panorami mozzafiato, spiagge e baie incantevoli, natura allo stato puro, foreste, pinete e borghi originali.

  • Foggia (a 100 km)

Chiesa di Sant’Agostino

da cui si accede a Foggia Sotterranea : Ipogei urbani

San Giovanni di Dio

Palazzo Belvedere

Chiesa di san Tommaso, di Santa Chiara e dell’Addolorata

Villa Comunale

Teatro Umberto Giorndano (neoclassico)

Passo del Corvo, a pochi km da Foggia, insediamento neolitico risalente a 6.000 anni fa

  • Itinerario Tra Foreste antiche e Luoghi della Fede: San Marco in Lamis – San Giovanni rotondo – Monte Sant’Angelo – Foresta Umbra – Siponto (tour di circa 45 km)

San marco in Lamis

Lungo la “Via Sacra Langobardorum”, antesignana della Via Francigena, si trovano a ridosso del paese i due conventi francescani di San Matteo e di Santa Maria di Stignano

Museo Paleontologico e Parco dei Dinosauri

San Giovanni Rotondo

La città di San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C.; di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l’epiteto “Rotondo” deriva proprio da questo) che, secondo la tradizione, anticamente era destinato al culto del dio Giano, dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista.

Da casale medievale è diventato centro di pellegrinaggio ecumenico mondiale, da quando un fate cappuccino giunto da Petralcina operò in modo straordinario per 52 anni , fino ad essere proclamato santo nel 2002.

Convento Santa Maria delle Grazie (nuova chiesa progettata da Renzo Piano dalla forma a conchiglia  con archi in pietra e vetrate policrome, altare e croce opera di Arnaldo Pomodoro  ).

Monte Sant’Angelo

Basilica di San Michele e Grotta omonima

Abbazia di Santa Maria di Pulsano

Antichi eremi scavati nella roccia

Foresta Umbra

Cuore antico del Parco Nazionale del Gargano, costituita da una selva millenaria (11.000 ha e 15 sentieri attrezzati) di altissimi faggi e varie specie botaniche, fra cui la maggior parte delle varietà di orchidee spontanee

Siponto

Tappa della Via Sacra

Basilica di Santa Maria Maggiore e cripta

Abbazia di San Leonardo, casa dei cavalieri Teutonici

 

 

 

 

  • Itinerario Coast to Coast fra faraglioni e Trabucchi : Manfredonia – Mattinata – Vieste – Peschici – San Menaio -Vico del Gargano  – Rodi Garganico –   Laghi di Varano e Lesina – Sannicandro Garganico (tour da 130 km)

Manfredonia

Castello svevo angioino aragonese

Sul monte Saraceno, necropoli protostorica con 500 tome scavate nella roccia

Mattinata

Baia Vignanotica – Baia dei Campi e Baia di Manacore

Vieste

Arco di San Felice, particolare fenomeno di erosione marina

Castello di Federico II

Cattedrale

Centro storico e Museo Malacologico (museo delle conchiglie)

Spiaggia di Pizzomunno

Via mare, la visita alle grotte risultato di fenomeni carsici, ma anche l’azione corrosiva di acqua marina e vento ha dato un contributo importante ( grotta sfondata, quella due Occhi, la grotta Rotonda, dei Pipistrelli, del Serpente, la Viola e la Smeralda).

Peschici

Tra Vieste e Peschici, I trabucchi sono una presenza tipica della costa di Peschici, che ne conta ben sette. Gli unici trabbuchisti ancora in vita e capaci di costruire un trabucco risiedono a Peschici e fanno capo alla famiglia Ottaviano e Fasanella. I trabucchi hanno un’architettura molto complessa, fatta di pali di legno che si intrecciano a fili e carrucole: essi sono uno strumento molto efficace, specie sul litorale del Gargano, per la pesca del pesce di passaggio. Il loro metodo è semplice e consiste nell’immergere nel mare una grossa rete a sacco sostenuta da svariate antenne; su di queste si posiziona una vedetta che dall’alto riesce a vedere l’arrivo del branco di pesce ed al suo segnale le persone presenti sul trabucco iniziano a girare una ruota che tramite una fitta e complessa rete di fili e carrucole alza il sacco della rete dal mare ed imprigiona il branco di pesce. Questa pesca è stata praticata per molto tempo e sfrutta le migrazioni dei branchi di pesce da nord a sud dell’Adriatico. Oggi svariati trabucchi sono diventati dei ristoranti caratteristici dove si può gustare il pesce appena pescato.

San Menaio

Quattro spiagge magnifiche e l’imponente foresta di pini d’Aleppo

Vico del Gargano

Tra Rodi, Ischitella e Vico: giardini terrazzati coltivati ad agrumeti (Arancia Bionda e Limone Femminello IGP); a maggio, periodo di fioritura, è possibile percepire l’intenso profumo delle zagare (i fiori degli aranci) da tutto il litorale

Castello e cinte murarie

Palazzo della Bella

Rodi garganico

Il Vuccolo, l’etimologia del nome deriva dal verbo longobardovucculare” che significa “gridare”, “chiamare”.Deve il suo nome alla tipica (fino a qualche tempo fa) usanza delle popolane di chiamare (vucculare) dalle terrazze i mariti intenti a lavorare le reti a “Mer’i varc” (“mare delle barche”).

Quartiere Chépe abbasce (A testa in giù)  È caratterizzato da vicoli stretti con tracciati intricati, ripide scalinate, archi, piazzette nascoste e terrazze panoramiche.[48] I vicoli stretti e la disposizione delle case rispondevano alla duplice esigenza di ripararsi dai forti venti invernali, ma anche di poter vedere il mare. Il quartiere, infatti, era abitato prevalentemente da pescatori.

Piccoli faraglioni arricchiscono il tratto di costa su cui sorge l’abitato. Il maggiore e più noto è quello detto “del Cane” (o “del Leone”) a causa della sua particolare forma che ricorda, appunto, un cane o un leone che vigila sulla cittadina dai pericoli del mare

Laghi di Varano e Lesina

Paradisi ornitologici, laghi costieri che le dune sabbiose separano dal mare

Museo etnografico casa del pescatore a Lesina

Sannicandro Garganico

Dolina Pozzatina, un anfiteatro carsico che sprofonda per oltre 100 m

Grotta del Pian della Macina, con una “foresta” di stalattiti e stalagmiti

Chiesa Matrice di santa Maria del Borgo

  • Itinerario Fondali multicolori : Le Tremiti – Riserva Marina Protetta

Le isole Trèmiti   o Diomedèe sono un arcipelago del mare Adriatico, a 22 km a nord del promontorio del Gargano e 45 km a est da Termoli (costa molisana).

San Nicola

Torri, muraglie e chiostri hanno secoli di storia e leggende da raccontare: la morte di diomede, L’esilio di Giulia, nipote dell’Imperatore Augusto, i cistercensi nel ‘200, la colonia penale sotto i Borboni, il confino degli antifascisti.

Chiesa di santa Maria a Mare

Chiostro medievale e rinascimentale

Sentiero panoramico ripido per giungere alle tombe greche

San Domino

Passeggando all’ombra dei pini d’alepppo si incontrano varie baie suggestive (del Sale- delle Roselle – delle Viole) fino ad arrivare alla Cappella dell’Eremita

Cala del Diamante e i Pagliai (bianchi monoliti piramidali)

Immersioni a Punta di Ponente: relitto di una nave romana e, in notturna, a Grotta delle Rondinele

Capraia

Isola disabitata, con calette deserte e piante di capperi

Cala Pietre di Fucile- Cala dei Turchi

  • Itinerario Golosa Daunia: San Severo – Lucera – Troia – Bovino  – Ascoli Satriano (tour di circa 90 km)

San Severo

Centro storico e mura con 7 porte d’accesso

Cattedrale  – santuario di Maria  SS del Soccorso – San Nicola – San Severino

Palazzo dei Celestini

Lucera

Anfiteatro romano

Castello di Federico II

Cinta muraria – fortezza svevo angioina – torre della Leonessa

Santuario di San Francesco Antonio  Fasani – Cattedrale dell’Assunta

Museo Civico Fiorelli, con collezione di monete greco-romana e medievale

Anfiteatro romano augusteo

Troia

Cattedrale Santa Maria dell’Assunta col suo rosone ad undici spicchi

Museo del Tesoro della cattedrale(4 sezioni: argenti, bronzi dorati, avori, volumi e pergamene, paramenti liturgici ed exultet –miniature del XI secolo)

 

 

 

Riti pasquali:

Processione del Bacio la domenica di Pasqua (nella piazza antistante la Basilica Cattedrale, dove avviene l’incontro delle statue del Cristo Risorto e della Madonna che culmina con la suggestiva scena del Bacio, che è in effetti un inchino reverenziale di Gesù a sua Madre. Le due statue partono da punti opposti del centro storico di Troia, la Madonna viene portata a braccio dalla chiesa di San Domenico mentre, dalla parte opposta, parte dalla chiesa di San Francesco la statua del Cristo Risorto, entrambe addobbate per l’occasione. Le due statue vengono avvicinate e poi ritratte per due volte: la terza volta, la statua del Cristo Risorto viene fatta inchinare per il Bacio sino ai piedi della Madonna)

Processione penitenziale delle Catene. Figuranti incappucciati, con catene legate ai piedi scalzi percorrono le strade del centro medievale con una pesante croce in spalla. Il gruppo delle cosiddette “Catene” visita tutte le chiese più antiche pregando in ognuna di esse. I componenti si tramandano questo compito di padre in figlio dal 1701 (mattina del Venerdì Santo).

Bovino

Castello Ducale

800 portali in pietra di palazzi gentilizi

Cavalcata storica in costume in onore di Maria SS di Valleverde (29 agosto)

Cantine Cerrato  (antiche cisterne romane, collegate con l’approvvigionamento idrico della città, forse bacini di decantazione all’arrivo dell’acquedotto)

Ascoli Satriano

Resti di villa romana in località Faragola

Parco archeologico dei Dauni con santuario del VI secolo a.C

 

 

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